Quando viaggi non sai mai cosa ti aspetta lungo il cammino.
Prima di andare, pensi a ciò che troverai, a chi incontrerai. E così vivi assorto tra i pensieri, con la testa colma di immagini e fantasie che libere si sfogano ed offuscano la banalità del quotidiano, liberandoti dal peso soffocante del noto, del già conosciuto, dell'ovvio.
Poi, finalmente, prendi la tua valigia e vai...giungi a destinazione. e cominci a vivere lì dove la Sorte ha deciso per te, trasformandoti piano piano, giorno per giorno, in ciò che i luoghi e le persone che incontri decidono.
E' difficile, questo gioco. E' difficile non avere radici, non avere un legame così forte con un luogo tale da impedirti di allontanartene.
Una Casa è una bolla d'aria in cui rifugiarsi, in cui essere ciò che si vuole...o anche NON essere.
...mentre invece, se parti, se ti allontani, sei costretto a divertar ogni volta qualcosa di nuovo, di diverso. Non sei tu a deciderlo, a dire: ora divento così.
Accade, semplicemente.
Così come accade, semplicemente, di non riconoscersi: come se addosso avessi un odore che non è il tuo; come se ti ritrovassi nel cassetto una maglietta che non ti appartiene, perché non l'hai mai acquistata e nessun amico te l'ha regalata.
Ti guardi allo specchio...e, semplicemente, non sei tu.
O forse, sei proprio Tu. Sei ciò che non avevi mai avuto modo di essere, ancora.
...e che adesso sta comparendo, nascendo, emergendo, venendo a galla; si sta manifestando, dichiarando.
Tu puoi solo stare lì, a guardare che succede: come se dovessi imparare le regole di un gioco solo osservando attentamente, senza nessuno che dia anche un solo miserissimo suggerimento.
Non ve lo dico come ci si sente.
Non ve lo dico, perché se lo sapete potete capire. e se non lo sapete, non posso spiegarvelo.
Le emozioni sono come gli odori: non si spiegano, non si raccontano. Si può solo sperare che il nostro cervello le sappia riconoscere, dopo averle, in passato, conosciute e memorizzate.
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Oggi sono tornata a Roma.
L'aria fredda, appena fuori dalla stazione Termini, mi è entrata dentro, dritta al cuore.
Nessun colpo a ferirmi. Il gelo mi ha accolto, come solo l'abbraccio di un amico può consolare un uomo.
Sono salita per via Sistina, da piazza Barberini alla terrazza di Piazza di Spagna.
Il cielo era grigio, le cupole avvolte dall'umido. cielo da neve.
Ancora una volta, Roma, m'è apparsa diversa, come sempre le accade quando il cielo cambia umore.
[...eppure ogni pietra continuava a gridare il proprio nome, quasi a ricordare, come se io potessi davvero dimenticarmene, chi fosse.]
Mi son subito sentita accolta, protetta, dalle mura e dai sanpietrini, dai nomi delle strade e dalle facce della gente.
Mi son sentita: a Casa.
per questo ho pensato: there's no place like Home.
Non c'è nessun luogo come la propria Casa.
...perchè qualunque cosa possa mai accadermi, qualunque maschera possa io o qualcun'altro decidere di farmi indossare, lì io troverò riparo; lì io ricomincerò ad essere, senza patimenti e sofferenze, libera dal peso dei giudizi altrui e dei miei (ben più grevi).
Solo lì, nella mia Roma, io sono e basta.
Solo lì, nella mia Roma, nessuno può lamentarsi e dirmi come vorrebbe che io fossi.
[ ed io sono finalmente in pace, leggera.]
Sono solo storie
...Forse queste son solo immagini, illusioni, racconti o metafore.
Echi che giungono da ogni tempo e colti al volo.
O forse no.
Echi che giungono da ogni tempo e colti al volo.
O forse no.
27 dicembre, 2008
10 dicembre, 2008
LOSER / CIO' CHE POTEVA ESSERE
Non posso fare a meno di pensare a questo.
A ciò che avrebbe potuto essere, se solo io fossi stata come tu vuoi.
Avrei accettato tutto: avrei cambiato me stessa, sarei stata disposta ad essere argilla tra le tue mani per farmi plasmare, per essere il tuo unico desiderio, il tuo sogno di felicità.
...la sola donna che tu potessi amare.
Cosa é accaduto, invece?
Cosa ho fatto per sbagliare, come ho fatto a lasciarmi sfuggire Te?
Taccio, perché non so rispondere.
Taccio perché di fronte all'ennesima disfatta non so far altro.
Mi sento perdente, ed incapace d'amare.
Perché se tu sei sfuggito, se tu non mi ha scelto, non mi hai amato, é perché io non son stata capace di farmi amare.
Vorrei poter tornare indietro, vorrei poter sapere cosa avrei dovuto fare per curare tutte le tue ferite e renderti un uomo perfetto.
Ma non so, semplicemente, non so, come fare.
Come vorrei ci fosse un'altra via, come vorrei si potessero cambiare le cose.
Ma questi eventi non capitano mai: nemmeno i film o i libri hanno più il coraggio di essere così beffardamente bugiardi.
Non riesco ad andarmene. Non c'è un luogo dove potrei rifugiarmi, non ci sono parole che potrei dirmi per consolarmi, curarmi.
C'è solo il mio immenso dispiacere, la mia assordante solitudine, la mia inadeguatezza,
il peso della mia sconfitta.
A ciò che avrebbe potuto essere, se solo io fossi stata come tu vuoi.
Avrei accettato tutto: avrei cambiato me stessa, sarei stata disposta ad essere argilla tra le tue mani per farmi plasmare, per essere il tuo unico desiderio, il tuo sogno di felicità.
...la sola donna che tu potessi amare.
Cosa é accaduto, invece?
Cosa ho fatto per sbagliare, come ho fatto a lasciarmi sfuggire Te?
Taccio, perché non so rispondere.
Taccio perché di fronte all'ennesima disfatta non so far altro.
Mi sento perdente, ed incapace d'amare.
Perché se tu sei sfuggito, se tu non mi ha scelto, non mi hai amato, é perché io non son stata capace di farmi amare.
Vorrei poter tornare indietro, vorrei poter sapere cosa avrei dovuto fare per curare tutte le tue ferite e renderti un uomo perfetto.
Ma non so, semplicemente, non so, come fare.
Come vorrei ci fosse un'altra via, come vorrei si potessero cambiare le cose.
Ma questi eventi non capitano mai: nemmeno i film o i libri hanno più il coraggio di essere così beffardamente bugiardi.
Non riesco ad andarmene. Non c'è un luogo dove potrei rifugiarmi, non ci sono parole che potrei dirmi per consolarmi, curarmi.
C'è solo il mio immenso dispiacere, la mia assordante solitudine, la mia inadeguatezza,
il peso della mia sconfitta.
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