Sono solo storie

...Forse queste son solo immagini, illusioni, racconti o metafore.
Echi che giungono da ogni tempo e colti al volo.
O forse no.

11 settembre, 2008

SCARS


"...ma le cicatrici sono segni indelebili, non malattie."

...E quindi possiamo portarcele addosso, senza temere di contagiare qualcun'altro, senza sentirsi in dovere di avvisare gli altri di ciò che é stato.
Potremo mischiarci alle folle: perdendoci tra le maglie della moltitudine, andare avanti.


Vivremo soli, forse, almeno un po', perché non potremo condividere tutto.
Ma sarà un bene non farlo, sarà più importante tacere.
E soprattutto, sarà importante proseguire, senza sentirsi provati dalla Vita, senza pensare che qualcosa ci sia stato, ingiustamente, tolto.

Quel qualcosa c'è, é un credito di cui nessuno potrà negare l'esistenza, ma saremo noi a prenderci ciò che vogliamo, saremo noi a doverlo fare.


Ne sono consapevole,
davvero,
solo ora.


Così come sono consapevole che sarà un capitolo che non si chiuderà mai. Una storia senza finale.
Perchè, le cicatrici, sono segni indelebili.

02 settembre, 2008

CIELO E NUVOLE

Cielo e nuvole; oltre agli occhi, c'è solo questo.
C'è uno Spazio aperto, in cui fuggire o costruire, a seconda degli eventi.

Adesso non so più bene cosa vedo. Forse sono le esperienze intense a portar con sé le sensazioni contrastanti; forse sto cambiando di nuovo e non me ne sono accorta: allora tutta questa confusione è il preludio ad un che di imprevebibile, poiché ignoto.

Ciò che so, ciò che riconosco, è questo sottile filo rosso che lega istanti vissuti intensamente: ricordi potrei chiamarli così, anche se son troppo recenti per relegarli al passato remoto.
(Eppure hanno già con sé il sapore di ciò che non tornerà, non ricapiterà)

Come ho vissuto io? Cosa ho dato? Quale me è apparsa ai loro occhi sconosciuti?
Non tutti hanno la pazienza di conoscere, ascoltare. E questo oggi mi fa un po' paura.

Non so se tornerò a vivere eventi simili; c'è un'altra partenza ad attendermi; un'altra possibilità: un altro modo di essere.

Sarà che, negli infiniti modi possibili in cui ci si può tradurre agli altri, stavolta ho parlato una lingua che non conosco bene neppure io.
E resto sbalordita davanti questo dedalo di domande, dubbi, rimorsi.

Atene è lontana. E' vicina.

E' una bolla di sapone che potrebbe svanire da un momento all'altro.