Sono solo storie

...Forse queste son solo immagini, illusioni, racconti o metafore.
Echi che giungono da ogni tempo e colti al volo.
O forse no.

23 maggio, 2008

L'EQUILIBRISTA


[Equilibrismi necessari: questo è il cammino, questo è il senso.]

Ancora le sette di sera: la luce raccoglie i propri bagliori per lasciare spazio a ciò che é sottile, delicato.
Non posso non pensare ai deliri quotidiani di questi giorni: ma basta affacciarmi da questo balcone, proiettare nei miei occhi immagini di pini marittimi e tetti dorati per respirare aria di calma...

[ovunque io sarò, queste saranno le immagini sacre.]

Sono queste proiezioni a ristabilire una qualunque forma di quiete, seppur consapevolmente precaria, eppure bastevole a stabilizzare il respiro, a restituire un sorriso.

Ho sentito la paura, in questi giorni: prima venirmi avvenente ad assalire, poi colpire senza alcun rimorso, d'un tratto.
Ho scoperto che il dubbio è più forte di qualunque certezza.
Sono stata confusa, arrabbiata per i tiri mancini che la vita talvolta tende.

Ma ricordo, in questo attimo in cui il sole muore, che tutte queste sono storie già sentite, già capite.
E penso allora all'equilibrista del circo, che si misura con se stesso e quindi col mondo, solo per dimostrarsi che ce la può fare, che anche questa volta può sopravvivere su un cammino che si fa stretto e teso come una fune.

Come si possono dimenticare certe lezioni di vita?

Respiro, ora, senza alcuna ansia. Passerà, tutto questo passerà.
...E mi aggrapperò, con ogni forza, a questo brandello di speranza, creata da me solo per me, contenente un solo unico messaggio: il Fato non esiste, ogni cosa è solo ed unicamente nelle nostre mani.

[E' passato anche il fiatone]

18 maggio, 2008

TU, FORSE NON ESSENZIALMENTE TU


(18 Maggio 200...7, Roma)

[
Maledette siano le sette di sera, portatrici di parole che si possono solo ascoltare, perché dicono ciò che noi non vogliamo sapere.]

I giorni sono sospesi, inutili scorrono lenti. Ogni istante ha lo stesso misero valore e non riesco proprio a ricordare che il Passato è prezioso poiché irrecuperabilmente perso.
Non c'è nulla in cui io creda, nulla per cui valga la pena spendersi.

E' difficile ritrovarsi nuovamente davanti questi pensieri... credevo di aver capito ma, evidentemente, non si abbandona mai del tutto un'idea: la testa è più fedele a se stessa di quanto pensiamo.
Ed io sono ancora qui, ferma.



Perché? Vorrei non sapere che la causa di tutto questo ha il tuo Nome.
Ma non c'è niente che valga davvero, niente di importante per cui combattere se non per Te.

Mai avrei voluto rimanere imprigionata nella tua rete; mai avrei voluto che il tuo ricordo fosse il canto di sirena a cui non poter resitere.

Partirò, forse anche nella speranza di dimenticarti. Ma certo non posso celare a me stessa che sei tu la ragione.

Imparerò a ricercare nel mio Nome il motivo per cui costruire; tornerò senza sapere più ciò che sola custodisco. Libera sarà la mente di seguire una rotta solitaria; libero sarà il cuore quando smetterà i panni di Penelope.

( silenzio)



13 maggio, 2008

UNA DISTANZA IMPORTANTE

[Ogni Viaggio é preceduto da diversi, indispensabili preparativi.
Credo che molto dipenda da Chi si é, da Come si é.]


Nel cullare dentro questo Viaggio, prima che esso possa manifestarsi, sento la necessità di porre tra me e chi mi sta intorno una distanza importante.

Percepisco l'allentarsi dei legami: tutti mi appaiono più confusamente, quasi fossero celati da un improbabile effetto nebbia. Non posso farne una colpa a nessuno: sono io ad allontanare chi essenzialmente compone la mia vita.

...Ma non posso farne a meno: é una forma di difesa, una manifestazione del mio istinto di sopravvivenza. Devo sapere di non dipendere da nessuno, di poter esprimere me stessa anche senza la compagnia di coloro che mi conoscono, mi custodiscono.

Nell'essere una persona libera, mi riconosco nella vitale esigenza di cercare continui stimoli, respirare Novità. Sono inebriata da ciò che ignoro; sogno solo ciò che mi é ancora sconosciuto...per questo desidero così fortemente partire: per vedermi realizzata nell'idea che ho di me, quella che mi raffigura come la migliore Flavia che conosco.
...quando non so dove sono io mi sento a casa,
quando non so con chi sono mi sento in compagnia...

Eppure, non posso non pensare alle conseguenze, al peso che tutto questo avrà sul mio ritorno. Non si possono "sospendere" i rapporti, metterli in pausa e riprenderli in un momento migliore: tutto questo é moralmente inaccettabile oltre che ingiusto nei confronti di chi per me conta.

Temo quindi di essere destinata a perdere una parte di coloro che non sapranno capire, fino in fondo, la mia insolita natura: c'è qualcosa di profondamente doloroso nel sapere prima che, inevitabilmente, alcune storie finiranno; é forse quell'anticipato dispiacere che si prova nel prevedere l'esito negativo di qualcosa che si considera bello, importante.

Spero solo di veder sopravvivere quei legami che, per me, rappresentano quell'idea di Felicità che é vera solo se condivisa, quella stessa idea di Felicità che temo di non poter conoscere mai.

Viaggio, perché non posso farne a meno, e temo.
Si può partire senza mai tornare?

["destinati a perdersi",
Negrita]