Dicono che la Vita sia come una partita a poker.
Si gioca rischiando e fingendo di avere in mano chissà quali carte.
Si bluffa.
Io non sono mai stata un'amante del rischio. Presentivo i brividi, ancora prima di cominciare a camminare sul vetro. Eppure nella vita si cambia e tante persone sono già stata Io, tante altre ne sarò.
Si bluffa e si finge, mettendo sempre la maschera più opportuna.
Dunque ora sono qui, ascoltando solo una voce, quella dell' Istinto. Pare strano, ma sono stanca di vivere col cuore altrove. Quindi vado, ascolto ciò che questo muscolo atrofizzato domanda e provo ad esaudire le sue richieste.
E' un sentiero scivoloso, questo. Una strada non ancora battuta, un percorso mai iniziato.
...e pensare che di lasciarmi andare, solo appena prima di partire, non se ne parlava neanche.
Ma ora tutto é diverso, ora sono un'altra Io che chiede di vivere e non semplicemente esistere, che spreme fino in fondo il succo di questa vita che è fatta di attimi, secondi: non esistono più le ore ed i giorni ma solo "l' adesso".
Assecondo questa voce nuova che poco conosco. Cerco di farlo senza farmi assordare dalle sue pretese, senza parlarle addosso per tentare di metterla a tacere.
Sbaglio a volte. Spesso.
Così come, talvolta, riesco ad essere Felice accettandola.
Provo a trovare un equilibrio, sia pur consapevolmente labile, mobile, in perpetua trasformazione. La fatica non mi spaventa, mi sono scoperta energica e volitiva come solo avevo immaginato di poter essere...
...così vado /senza pause/ vado.
E mi chiedo dove finirò, augurandomi di non ferirmi troppo e confermando ogni volta a me stessa la voglia di proseguire, nonostante tutto, per questa strada che scorre dritta sopra il filo di un sentimento che ancora non ha nome.